L’ipertensione arteriosa

Introduzione: il “killer silenzioso”

In tutto il mondo muoiono ogni anno più di nove milioni di persone per le conseguenze dell’ipertensione arteriosa (denominata anche ipertonia), di cui soffre quasi la metà della popolazione. Inizialmente il decorso di questa malattia è silente, ma essa intacca poco a poco e impercettibilmente cuore, cervello e reni. L’aumento della pressione sanguigna è devastante per tutto l’organismo. La metà dei casi d’ictus, un’insufficienza renale su due e un quarto degli infarti miocardici sono vittime del “killer silenzioso”. Un disastro che, a ben guardare, è tutt’altro che scontato, se consideriamo che esistono da decenni oramai farmaci altamente efficaci e ben tollerati per il trattamento dell’ipertensione.
Dove sta l’inghippo, dunque? In parte nei pazienti e in parte nei medici: dei primi, solo uno su due affetto da ipertensione sa di averla, e di quelli che lo sanno, solo la metà si sottopone a trattamento; i secondi, invece, sanno che solo un’esigua percentuale dei loro pazienti è adeguatamente trattata e che c’è ancora molto da fare. È necessario pertanto sensibilizzare ancor più la popolazione alle conseguenze drammatiche dell’ipertensione arteriosa, perché i suoi esiti sono potenzialmente mortali e solo pazienti informati possono modificare i loro stili di vita.

Per approfondire:
Viaggio intorno al cuore – Guida 2015 – L’ipertensione arteriosa